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Individuato meccanismo formazione della mielina durante sviluppo cerebrale

Studio I.R.C.C.S. Neuromed identifica nel recettore mGlu5 un regolatore

Un recettore coinvolto nella comunicazione tra le cellule nervose contribuisce anche alla formazione della mielina durante le prime fasi dello sviluppo cerebrale. È quanto emerge da uno studio condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Link Campus University e Universidad Complutense de Madrid, pubblicato sulla rivista scientifica Cells.

La mielina è una sostanza composta principalmente da lipidi e proteine che avvolge le fibre nervose, formando una guaina isolante. Grazie a questa struttura, gli impulsi elettrici possono viaggiare rapidamente ed efficacemente lungo i neuroni. A produrla sono gli oligodendrociti, cellule che raggiungono progressivamente la maturità nel corso dello sviluppo del sistema nervoso.

“La formazione della mielina è un processo essenziale per il corretto funzionamento del cervello – dice la dottoressa Roxana Paula Ginerete, ricercatrice del Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed e prima autrice dello studio. Gli oligodendrociti devono attraversare diverse fasi di maturazione prima di poter rivestire le fibre nervose. Comprendere quali segnali regolano questo percorso ci aiuta a ricostruire uno dei passaggi fondamentali dello sviluppo cerebrale”.

I ricercatori hanno concentrato l’attenzione sul recettore mGlu5, appartenente al gruppo dei Recettori Metabotropici per il Glutammato, particolarmente attivo nel cervello durante le fasi più precoci di maturazione.

Lo studio, condotto su modelli animali e colture cellulari, si è articolato in tre percorsi sperimentali. Nei topi cosiddetti “knockout”, geneticamente privi del recettore mGlu5, i ricercatori hanno osservato una riduzione di alcune proteine coinvolte nella maturazione degli oligodendrociti e nella formazione della mielina. L’effetto è risultato particolarmente evidente nella seconda settimana dopo la nascita. Risultati analoghi sono emersi negli animali nei quali l’attività dello stesso recettore era stata bloccata mediante un farmaco.

Parallelamente, nelle colture cellulari, il blocco del recettore mGlu5 ha ridotto la maturazione degli oligodendrociti senza modificare la proliferazione delle cellule progenitrici dalle quali essi derivano e senza provocare effetti tossici. Questo dato indica che il recettore interviene in modo particolare nel passaggio che porta le cellule immature a diventare capaci di produrre mielina.

“Il recettore mGlu5 – spiega la dottoressa Rosamaria Orlando, ricercatrice dello stesso laboratorio – potrebbe rappresentare uno dei meccanismi attraverso i quali l’attività dei neuroni influenza la maturazione degli oligodendrociti durante una fase critica del neurosviluppo. Il glutammato liberato dalle terminazioni nervose può infatti raggiungere queste cellule e contribuire ad attivare i processi necessari alla formazione della mielina”.

L’effetto osservato dai ricercatori è risultato particolarmente evidente nella seconda settimana dopo la nascita, mentre nelle fasi successive i livelli di gran parte delle proteine analizzate sono tornati comparabili a quelli osservati negli animali di controllo. Un dato che indica come il ruolo di mGlu5 sia particolarmente rilevante in una precisa fase dello sviluppo.

Le conoscenze ottenute potranno contribuire anche allo studio delle patologie nelle quali la mielina non si forma correttamente oppure viene danneggiata. I meccanismi che regolano la mielinizzazione durante lo sviluppo, infatti, potrebbero intervenire anche nei processi attraverso i quali il sistema nervoso adulto cerca di riparare questa struttura.

“Comprendere il processo di formazione e maturazione della mielina rappresenta una base importante per studiare anche i processi necessari al suo recupero – commenta il professor Ferdinando Nicoletti – Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università Sapienza di Roma e Responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed – L’individuazione del ruolo del recettore mGlu5 offre quindi un nuovo punto di partenza per future ricerche rivolte sia ai disturbi del neurosviluppo sia alle patologie caratterizzate da un danno della mielina, quali ad esempio la Sclerosi Multipla”.

Fonte: askanews.it


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