Notizie


Legamento crociato anteriore, nuova tecnica Sant’Andrea: riparare si può

Due anni follow up clinici ne confermano validità

Presentati al congresso mondiale di Ortopedia i primi risultati consolidati dell’innovativo intervento di riparazione del legamento crociato anteriore (LCA) messo a punto presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma dal prof. Andrea Ferretti. L’annual meeting presso Chicago dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons e il Congresso della European Society for Sports Traumatology, Knee Surgery and Arthroscopy di Parigi, tenutisi rispettivamente a marzo ed aprile scorsi, plaudono al successo dell’approccio riparatorio alla rottura del legamento crociato anteriore, una delle più frequenti lesioni del ginocchio dovuta ad un trauma sportivo. I diversi follow up sui pazienti operati, a distanza di due anni come previsto per interventi del genere, certificano la validità della metodica grazie alla quale il Direttore dell’UOC di Ortopedia del nosocomio capitolino ed Ordinario di Malattie dell’Apparato Locomotore alla Sapienza di Roma si prefigge di modificare radicalmente l’approccio chirurgico alle lesioni legamentose del ginocchio.

La tecnica consiste nella riparazione diretta del legamento lesionato, anziché nella sua ricostruzione con prelievi tendinei dello stesso paziente, fonte talora di disturbi funzionali e del mancato pieno recupero della forma muscolare e della funzione propiocettiva.

Fino ad oggi si riteneva che, una volta rotto, il legamento crociato anteriore non si potesse riparare e dovesse necessariamente essere sostituito con dei tendini, usualmente prelevati dal ginocchio dello stesso paziente, con interventi ricostruttivi piuttosto invasivi e non privi di conseguenze a carico proprio delle strutture muscolari, private in parte o del tutto delle loro terminazioni tendinee. Questa nuova metodica, diversamente, riabilita e sfrutta pienamente le capacità biologiche di riparazione del LCA, permettendone la guarigione, a vantaggio di un decorso post-operatorio e una riabilitazione motoria del paziente decisamente più semplici e veloci. Prerequisiti indispensabili sono un intervento tempestivo e una rottura netta del legamento. Quando il tessuto – sostanzialmente integro nel suo decorso ma lesionato in prossimità della sua inserzione ossea sul femore – si danneggia, utilizzando dei fili di sutura ad alta resistenza si imbastisce il legamento per reinserirlo a livello femorale mediante uno o due piccoli fori trans-ossei. L’operazione di riparazione, da eseguire preferibilmente nelle prime due settimane dall’evento traumatico, trova oggi indicazione nei circa 2/3 della totalità delle lesioni. Di qui la necessità di una pronta diagnosi clinica.

Dal 2019 ad oggi, al Pronto Soccorso del Sant’Andrea sono giunte 227 lesioni acute di LCA rispondenti ai requisiti per un trattamento precoce: 141 (di cui 42 dall’inizio del 2022) sono state giudicate idonee alla riparazione, mentre negli altri casi è stato eseguito un intervento convenzionale di ricostruzione del legamento. A Chicago e a Parigi sono stati presentati i controlli clinici e radiografici (mediante Risonanze Magnetica) dei primi 44 casi per i quali è stato raggiunto il tempo minimo necessario ad una valutazione affidabile della metodica. Gli studi eseguiti in collaborazione con l’Unità Operativa di Genetica medica e diagnostica molecolare avanzata, diretta dal prof. Vincenzo Visco, hanno inoltre appurato come il tessuto di riparazione non sia costituito da un semplice circuito cicatriziale, ma possieda le caratteristiche molecolari del LCA originale; ciò a differenza delle ricostruzioni tendinee, che invece sembrano conservare – anche a distanza di tempo – le proprietà originali del tendine, simili ma non identiche a quella del legamento.

Fonte: askanews.it


Altre Notizie:

Disturbi mentali, social media e IA alimentano l’i...

Ravera: Rischio di confondere esperienze comuni con disturbi clinici

Cresce la tendenza, in particolare tra i giovanissimi, ad affidarsi a piattaforme social o a software di intelligenza artificiale...

Leggi

Melanoma, studio Iqvia: meno di un italiano su 4 c...

Anche se aumentano coloro che si sottopongono a uno screening della pelle

La prevenzione del melanoma cresce in Italia, ma resta ancora troppo legata all’iniziativa individuale. È quanto ...

Leggi

Tumori: fino al 60% pazienti è malnutrito, per 28%...

Nuovo ISHEO Report “La sfida della nutrizione in oncologia”

La malnutrizione nei pazienti oncologici rappresenta una delle principali criticità ancora sottovalutate nei percorsi di ...

Leggi

Salute, SIDeMaST: 10 regole per proteggere la pell...

Quaglino: “Danno solare? Non esitono solo i raggi UV”

Con l’arrivo dell’estate torna l’attenzione sui rischi legati all’esposizione al sole e sull’importanza ...

Leggi

Mindfulness, in Italia la pratica cresce al 12,5%

Wanderlust svela i talent del Mindful Triathlon

In occasione della Giornata Mondiale della Mindfulness (8 giugno), Wanderlust svela il palinsesto talent 2026 che porterà a Venezia (19...

Leggi

Ricerca clinica, Italia quarta in Europa per volum...

Ma troppo lenta nella fase di arruolamento

L’Italia è al quarto posto tra i Paesi europei come volume complessivo di trial clinici attivati, dimostrando dunque una elevata...

Leggi

SCOPRI
L'APP