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“Cannabis terapeutica introvabile. Governo attivi altri canali”

Domani incontro con Costa. Ass. pazienti pronte a vie legali

“La cannabis medica contro il dolore cronico è introvabile. E questo rende impossibile mantenere una continuità terapeutica”. E’ l’appello che arriva dalle associazioni di pazienti che domani incontrano il Tavolo tecnico del Ministero istituito e presieduto dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.
I medicinali a base di cannabis terapeutica sono regolarmente utilizzati per il supporto alle cure di specifiche patologie dietro prescrizione medica e fanno parte dei piani terapeutici di cura per il dolore di numerosi Centri Ospedalieri e ASL nel territorio nazionale. In diverse Regioni e, in base alla patologia, queste preparazioni sono rimborsate dal SSN.

“Attualmente sono sette le patologie che rientrano, secondo il decreto Lorenzin, nell’erogazione gratuita da parte dello stato di cannabis terapeutica – spiega ad Askanews la Presidente del Comitato Pazienti Cannabis Medica, Santa Sarta – ma in realtà le malattie che da questo uso terapeutico della cannabis potrebbero trarre benefici sono molte di più. Purtroppo da cinque anni la cannabis continua a scarseggiare ciclicamente nelle farmacie e in questi ultimi tempi è diventata veramente un miraggio. Questo fa sì che oltretutto non ci sia continuità terapeutica”.
Nel nostro Paese, la prescrizione del medico (Ricetta Non Ripetibile RNP) per preparazioni magistrali a base di cannabis per uso medico e’ dispensata dal farmacista che – sulla base delle prescrizioni – acquista la sostanza attiva (infiorescenza)e allestisce le preparazioni magistrali.

“Per i malati, avere a disposizione il trattamento della cannabis terapeutica è fondamentale e rappresenta spesso l’unica possibilità di dare sollievo alle loro gravi sofferenze fisiche”, spiegano le associazioni.
L’acquisto di infiorescenze avviene mediante richiesta al Ministero della Salute da parte delle Regioni (fabbisogno annuo di ASL e farmacie ospedaliere) o degli importatori autorizzati. Il fabbisogno si basa sull’andamento storico delle forniture attribuite l’anno precedente e quindi negli anni è rimasto insufficiente rispetto alla crescente platea di pazienti che si è via via riscontrata.

“In questo momento – sottolinea Sarta – l’unico produttore nazionale è l’Istituto farmaceutico di Firenze, che non riesce assolutamente a soddisfare il fabbisogno nazionale.
Per quanto riguarda l’attività di importazione, l’unico canale di approvvigionamento diretto dall’estero autorizzato è quello olandese”, in virtù di un accordo commerciale tra il Governo italiano e olandese che obbliga gli importatori a rivolgersi esclusivamente ad un’azienda.
Il numero dei pazienti italiani che oggi fa ricorso a tali medicinali è stimato in oltre 50.000. A fronte di un fabbisogno stimato in almeno 10 tonnellate annue, la quantità di materia prima importata dall’Olanda è di circa 600kg mentre i restanti 200-250kg sono prodotti a Firenze. Il nostro Paese è quindi in grado di mettere a disposizione solo 850kg complessivi. A solo titolo esemplificativo, la Germania – che ha una popolazione di 80 milioni di abitanti, circa 60 mila pazienti ed un sistema sanitario simile a quello del nostro Paese – ha recentemente chiesto l’autorizzazione all’International Narcotic Board, per importare circa 30 tonnellate di materia prima. Nel mercato tedesco, l’approvvigionamento di infiorescenze avviene da diversi Paesi, sia europei che extra europei come: Malta, Spagna, Olanda, Canada, Portogallo ed Israele.
Esistono infatti diversi produttori ed esportatori, sia europei che extra europei, che, al pari dell’azienda olandese, sono regolarmente autorizzati dall’International Narcotic Board e le produzioni sono regolarmente certificate: “Noi chiediamo – chiarisce Sarta – che l’Italia apra questi altri canali. E domani al sottosegretario Costa presenteremo un documento sottoscritto dalle associazioni dei pazienti della cannabis terapeutica che chiedono allo Stato che venga fatto qualcosa di concreto per colmare il gap ormai decennale tra domanda di cannabis medica in Italia e produzione e importazioni autorizzate dal Ministero della Salute. Ci aspettiamo un parere positivo perchè sappiamo che altrimenti i prossimi mesi saranno terribili per i pazienti. Se non dovessimo avere riscontro, siamo pronti anche a passare alle vie legali”.

(Maria Paola D’Emilio)


Fonte: askanews.it


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