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Luiss BS, Osservatorio Welfare: sanità come investimento e non costo

Ripensamento regole per favorire cure pazienti
Ripensare la sanità non più come un costo ma come un investimento volto a rafforzare l’uso della tecnologia, per migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie. E’ con questa obiettivo che l’Osservatorio Welfare della Luiss Business School, in collaborazione con #VITA, ha riunito intorno al tavolo Istituzioni, Università e rappresentanti della società civile, per sollecitare un cambio di paradigma in ambito sanitario, economico, contabile e di finanza pubblica.
Durante l’evento “La spesa sanitaria come investimento: gli effetti sulla sostenibilità economica e la riforma delle regole contabili” è stato posto l’accento sul tema delle terapie avanzate, al fine di evidenziarne il ruolo in una prospettiva di sanità pubblica e per analizzare un innovativo approccio metodologico che permetta di contabilizzarne correttamente i costi.

Le terapie avanzate, così come i vaccini, producono benefici nel lungo periodo a fronte di una somministrazione unica. In questo contesto, dunque, le attuali convenzioni contabili nazionali ed europee, fondate sulla stima del costo dei farmaci e delle terapie tradizionali e sul criterio di competenza economica tipico dei bilanci, risultano poco adatte a causa di un disallineamento temporale tra costi iniziali e benefici futuri.
“La pandemia da Covid-19 ci ha fatto capire quanto la salute dei cittadini sia decisiva e cruciale per la sostenibilità economica, sociale e finanziaria di un paese: se non vengono, infatti, ristabilite condizioni sanitarie accettabili, le economie faranno fatica a ripartire. E’ dunque necessario mettere in campo quelle azioni che permettano un innovativo accesso alle cure per i pazienti che non può prescindere da un ripensamento delle regole contabili” ha affermato Mauro Maré, Direttore Osservatorio Welfare, Luiss Business School.

L’Osservatorio Welfare della Luiss Business School, nato lo scorso gennaio, intende offrire un punto di vista attento, accademico e di ricerca per valutare gli incroci tra pubblico, privato e Terzo settore anche attraverso un ciclo di seminari ed eventi pubblici sulle principali tematiche del welfare in Italia e nei paesi Ocse e una serie di pubblicazioni.
Fanno parte del Direttivo Paolo Boccardelli, Mauro Marè, Maurizio Agazzi, Marina Calderone, Fabio Cappelloni e Maria Blanca Farina. Il Comitato Scientifico è invece composto da Sabino Cassese, Matteo Caroli, Leo Corvino, Massimo Egidi, Fabio Marchetti, Pier Carlo Padoan, Fabio Pammolli, Roberto Pessi, Francesco Profumo, Nicola Rossi, Flavio Valeri.


Fonte: askanews.it


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