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Coronavirus, i consigli dell’ISS per la sicurezza alimentare

Dal campo alla tavola.

Produzione, commercializzazione e consumo degli alimenti: le indicazioni dell’ISS per farlo in sicurezza sono consultabili nel rapporto tecnico “Indicazioni ad interim sull’igiene degli alimenti durante l’epidemia da virus SARS-CoV-2” realizzato dal Gruppo Sanità Pubblica veterinaria e Sicurezza alimentare e appena pubblicato on line.Il documento è dedicato, infatti, sia agli operatori del settore alimentare che devono seguire la corretta igiene nella produzione primaria, controllare e tracciare i prodotti, dare informazioni al consumatore attraverso una idonea etichettatura, sia ai consumatori che devono seguire regole precise in ambito domestico di igiene, conservazione e consumo degli alimenti.Tra le indicazioni dell’ISS si raccomanda anche al personale operante negli esercizi di vendita di attenersi in modo scrupoloso alle buone pratiche igieniche che devono comprendere anche la gestione delle pulizie, il controllo degli accessi nei supermercati, la distribuzione di prodotti igienizzanti per le mani.Anche il consumatore deve seguire una serie di misure che riguardano la sistemazione della spesa, il lavaggio delle mani, la separazione dei prodotti crudi e di quelli cotti nel frigorifero, la disinfezione delle superfici di casa illustrate in un’infografica dedicata.Fra l’altro L’Iss ricorda che secondo gli studi disponibili, “SARS-CoV-2 risulta efficacemente disattivato dopo 5 minuti di esposizione a comuni disinfettanti quali soluzioni a base di cloro allo 0,1%, etanolo al 70% o ad altri disinfettanti quali clorexidina 0,05% e benzalconio cloruro 0,1% . Relativamente alle condizioni esterne di temperatura, SARS-CoV-2, come altri coronavirus e come gran parte dei virus, risulta stabile alle temperature di refrigerazione (+4°C), con una riduzione totale del virus infettante – in condizioni ottimali per la sua sopravvivenza come quelle sperimentali di laboratorio – pari a circa 0,7 log in 14 giorni. A temperatura ambiente, di contro, SARS-CoV-2 mostra una minore stabilità e virus infettante può essere rilevato fino a 7 giorni a 22°C o fino a 1 giorno a 37°C. Infine, SARS-CoV-2 mostra, nei confronti delle temperature rilevanti per i processi di preparazione dei cibi (cottura e mantenimento dalla temperatura nelle attività di ristorazione), un comportamento analogo a quello di altri Coronavirus come SARS e MERS, non essendo possibile rilevare virus infettante dopo 30 minuti a 56°C e dopo 5 minuti a 70°C”.
Fonte: askanews.it


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